Bambini al sole

10 regole per un'estate serena

Il sole fa bene ai bambini? Come deve avvenire l'esposizione? Quali creme solari usare e quale deve essere il fattore protettivo? Il professor Piergiacomo Calzavara Pinton, direttore della Clinica dermatologica degli Spedali Civili di Brescia chiarisce tutti i dubbi delle mamme.

1) Il sole fa bene ai bambini: aiuta la crescita armonica delle ossa
L’antica intuizione che l’azione dei raggi del sole fosse benefica soprattutto per i bambini è stata ampiamente confermata. La pelle, stimolata dal sole, sintetizza la vitamina D, poco presente negli alimenti e preziosa per la crescita armonica delle ossa e per la loro salute. Gli alimenti che contengono piccole quantità di vitamina D sono il latte, le uova, l’olio di fegato di merluzzo.

2) Il sole aiuta nella regolazione del sonno e fa bene all’umore. Cura la dermatite atopica e altre malattie della pelle

Il sole favorisce anche l’equilibrio dei neurotrasmettitori implicati nei meccanismi che regolano il sonno e il tono dell’umore. Inoltre, sollecita la produzione di particolari sostanze, le citochine, che si ipotizza possano, grazie alla mediazione della vitamina D, proteggere da alcuni tipi di tumore (per esempio, mammella e colon-retto). E’ anche una vera e propria cura in caso di dermatite atopica, cioè limita e previene la comparsa dell’eczema che la caratterizza. E’ terapeutico anche nei confronti di altre frequenti malattie della pelle, come la psoriasi.

3) Bisogna però evitare che il bimbo si scotti e si ustioni
I rischi sono legati all’eventualità che il bambino si ustioni come può accadere quando viene messo al sole per tanto tempo e senza protezione. Va sottolineato che il semplice arrossamento della pelle è già espressione di un’ustione di primo grado. La comparsa di vescicole colme di siero chiaro caratterizza invece l’ustione di secondo grado. Le ripetute scottature durante l’infanzia, oltre a rappresentare un doloroso inconveniente nell’immediato, favoriscono la comparsa in età adulta dei più comuni tumori delle pella: melanoma, spinalioma, basalioma.

4) L’esposizione diretta al sole per i bambini deve essere limitata e protetta
Esposizione diretta limitata e protetta è il grande imperativo categorico da cui non si può prescindere a cui si aggiunge un’altra regola irrinunciabile: il bambino non deve stare al sole nelle ore centrali della giornata, cioè tra le 11 del mattino e le 17, oppure deve starci pochissimo e ben protetto. Vale anche se la giornata è nuvolosa, in quanto le nubi non bastano a privare i raggi del loro potere ustionante. E’ utile inoltre usare un prodotto solare. Da tenere presente però che la prima protezione dal rischio di scottature, anche se di per sé non sufficiente, è rappresentata dalla maglietta, dall’ombrellone, dalla visiera del cappellino.

5) L’esposizione diretta al sole deve essere graduale
Innanzi tutto si deve parlare di gradualità: si dovrebbe cominciare con 5- 10 minuti per poi aumentare di 5-10 minuti ogni giorno. Ovviamente questi tempi possono essere superiori se la cute è ben protetta da un filtro solare efficace. L’abbronzatura che via via si forma sulla pelle a sua volta diventa una protezione durante le successive esposizioni. Questo vale però solo se il bambino non appartiene ai fototipi 1 e 2, cioè non ha i capelli rossi, le lentiggini e la pelle lattea, oppure i capelli biondi e la pelle bianchissima.

6) Evitare l’esposizione diretta al sole dei bambini che appartengono ai fototipi 1 e 2, cioè con capelli rossi o biondi e pelle lattea
I fototipi 1 e 2 non possono, infatti, mai ottenere un’ abbronzatura davvero protettiva, quindi non vanno mai esposti direttamente al sole, ma devono indossare la maglietta ed essere protetti da una crema solare anche durante il bagno in mare. Va ricordato che gli effetti benefici del sole si ottengono anche all’ombra: quello che conta, infatti, è la possibilità di stare all’aperto, perché la luce riflessa basta a sollecitare la produzione di vitamina D e anche ad abbronzare.

7) Le creme migliori per i bambini sono le ‘riflettenti solari’
E’ meglio scegliere le creme solari che agiscono respingendo i raggi dannosi anziché assorbendoli, cioè che contengono ossidi di minerali e filtri organici e non filtri chimici. Queste creme si chiamano “riflettenti solari”.

8) Il fattore protettivo deve essere alto (25-50) nei primi giorni di esposizione. Poi medio (15-20)
Fino a quando la pelle non si è scurita è consigliabile l’alta protezione (fattore da 25 a 50), dopodiché si può passare a una media (da 15 a 20). La dicitura “protezione totale” è ingannevole, perché di fatto nessun prodotto può offrire una simile sicurezza. L’applicazione va fatta poco prima di esporre il bambino al sole e non solo nelle zone che si vogliono proteggere. E’ opportuno fare attenzione a spalmare il prodotto uniformemente su tutta la cute.

L’effetto protettivo di una crema solare si protrae mediamente per due ore, passate le quali si deve ripetere l’applicazione. E’ prudente applicare la crema anche se il bambino sta sotto l’ombrellone. L’applicazione della crema non deve autorizzare a prolungare i tempi di esposizione diretta al sole né a ignorare la necessità di esporre il bambino gradualmente.

9) Fino a un anno di età evitare l’esposizione diretta al sole
Prima dell’anno di vita, sia al mare sia in montagna, il bambino non va esposto alla luce diretta del sole, se non poco dopo l’alba o all’imbrunire. Quando inizia a camminare si può cominciare a farlo stare al sole, con tutti gli accorgimenti del caso.

10) In caso di scottature applicare crema emolliente. Per bruciori e prurito, piccole quantità di crema all’idrocortisone
Se la pelle si arrossa ma non ci sono né prurito né fastidio basta applicare sulla parte una crema emolliente. Fino a quando l’arrossamento persiste bisogna evitare l’esposizione diretta ai raggi del sole. Se all’arrossamento si associano bruciore e prurito si può applicare una piccola quantità di crema all’idrocortisone.

Se compaiono vescicole colme di siero bisogna far vedere il bambino al pediatra. Le vescicole non devono essere bucate né coperte con cerotti o garze. Nessun rimedio casalingo (per esempio, applicazioni di albume d’uovo) riveste una qualunque efficacia, quindi è meglio evitare.